Presentazione del Libro "Alza la Testa" con gli autori Piero Ricca e gli amici di Qui Milano Libera
Inserito da Rob il Mer, 10/12/2008 - 14:00
Salve a tutti.
Volevamo invitare la cittadinanza alla presentazione del libro "Alza la Testa" , edito da ChiareLettere.
Il libro, realizzato da Piero Ricca e gli amici di Qui Milano Libera Diego, Franz ed Elia, racconta retroscena e contesti delle iniziative del gruppo.
Qui sopra trovate il trailer del dvd annesso.
La presentazione, organizzata dagli Amici di Beppe Grillo di Bologna, che ci hanno chiesto di partecipare, si terrà domani sera giovedì 11 Dicembre alle ore 21 presso la Sala conferenze del Baraccano - via Santo Stefano 119. (Mappa)
Saremo presenti anche noi di Qui Bologna Libera e ci sarà occasione - per chi vorrà - di avvicinarsi al nostro gruppo, conoscerci e cominciare a partecipare attivamente.
Vi aspettiamo numerosi.

Un riassuntino per Pierino... sulle primarie alla bolognese
CARI AMICI DI QBL, VI ANTICIPO QUESTO "RIASSUNTO" DELLE RECENTI VICENDE POLITICHE BOLOGNESI, CHE HO APPENA INVIATO A PIERO (PER IL SUO BLOG).
A PRESTO!!! Riccardo Lenzi
Caro Piero,
sull'ultimo numero del Venerdì di Repubblica, Curzio Maltese sbatte in faccia allo stato maggiore del PD un'analisi doverosamente spietata della drammatica condizione dell'opposizione italiana. Nei giorni in cui Walter Veltroni e Luciano Violante – tanto per finire in bellezza il 2008! - hanno pensato bene di attaccare la magistratura abruzzese (con l'immediato e prevedibile controcanto della destra gelliana), uno dei pochi giornalisti liberi rimasti in Italia evoca lo spettro che molti fingono di non temere: “l'imminente collasso del PD”. La chiosa di Maltese è una sorta di aut-aut che, pur essendo l'ovvia conseguenza di un ragionamento logico, a molti dirigenti locali del PD risulterà certamente più indigesto di un cenone natalizio: “Oggi il PD può scegliere se scaricare gli oligarchi locali da solo e da subito, o aspettare che lo facciano gli elettori. Si potrebbe, una volta, fare una cosa di sinistra?”.
La cronaca delle recenti primarie del PD di Bologna è un esempio piuttosto clamoroso di come, per un gruppo dirigente locale, non sia necessario scivolare su questioni morali per dimostrare la propria inadeguatezza. La surreale sequenza degli eventi che hanno portato alla vittoria di Flavio Delbono (attuale vicepresidente della Regione Emilia-Romagna) nelle primarie del 14 dicembre scorso, inizia in giugno, quando Sergio Cofferati dichiarò di volersi ricandidare per un secondo mandato. Fin da maggio alcuni membri dell'assemblea cittadina del PD (come il sottoscritto), il comitato nazionale per le primarie e alcune realtà associative bolognesi vicine al centrosinistra – in primis la rete “Unirsi” (www.unirsi.it) – avevano sollecitato il PD a promuovere, in alternativa alle primarie del PD, un unico turno di primarie “di coalizione” (o “primarie aperte”, come le definì la nostra concittadina Milena Gabanelli in una lettera aperta pubblicata da tutti i quotidiani locali). Lo Statuto del PD, approvato poco prima delle ultime elezioni politiche, impone – in presenza di più “candidandi” - l'adozione delle primarie come strumento obbligatorio per qualunque candidatura a cariche monocratiche (e non solo). Questo è certamente un punto qualificante per lo Statuto del PD: ad oggi non esiste in Italia nessun altro partito che ha inserito le primarie nel proprio documento fondativo. Peccato che, fin dalla scelta dei candidati al Parlamento, l'attuale gruppo dirigente del PD si sia ben guardato dall'applicare lo Statuto! Le elettrici e gli elettori del PD hanno infatti dovuto digerire, per esempio, la candidatura-paracadute di Anna Finocchiaro in Emilia-Romagna. Nel frattempo Sergio Cofferati – che peraltro fu uno dei pochi “big” a chiedere le primarie per la scelta dei candidati PD al Parlamento – e i vertici locali del partito mostravano di non gradire la disponibilità di eventuali alternative: Andrea Forlani, presidente del quartiere Santo Stefano (quartiere in cui risiede anche Romano Prodi), venne trattato come un eretico solo perché aveva osato sfidare il Principe di Bali, candidandosi fin da giugno a raccogliere il malcontento di tanti elettori PD nei confronti del sindaco uscente. Poi all'inizio di ottobre - con un colpo di scena che pochi di noi avevano immaginato - Sergio Cofferati sparigliò i giochi, annunciando che aveva cambiato idea: “per motivi strettamente privati” il paladino della legalità non era più disposto a ricandidarsi. Il vero motivo di questa retromarcia (che alcuni sospettano facesse parte in realtà di un copione scritto in aprile) è semplice: i sondaggi “riservati” davano Cofferati perdente. Infatti il giudizio della maggioranza dei cittadini bolognesi sull'amministrazione Cofferati era e rimane sostanzialmente negativo. A quel punto i dirigenti del PD, anziché fare di necessità virtù, avviando un percorso partecipato per la scelta di un nuovo candidato del centrosinistra, decisero in men che non si dica di indicare all'opinione pubblica il successore predestinato: Flavio Delbono.
Per l'ennesima volta, senza nemmeno convocare l'assemblea del partito, si perseguì ostinatamente la via dell'autoreferenzialità, fissano la data delle primarie di partito per il 13 e 14 dicembre e schierando l'apparato (sindaco uscente compreso) a sostegno di un candidato. Nonostante il tentativo di Gianfranco Pasquino di restituire credibilità a queste primarie, proponendosi come candidato “non iscritto” (e perciò sostenibile anche da chi non si riconosce nel PD) – la cronaca della mancata candidatura di Pasquino è ben riassunta sul sito www.bolognaperlulivo.org -, il partitone decise di serrare le fila intorno al candidato Delbono, il cui nome circolava già nel 2003, prima dello sbarco a Bologna dell'ex segretario della CGIL. Dopo Cofferati, Bersani e Letta, persino Romano Prodi, amico di Delbono, ha voluto spendere la propria autorevolezza a sostegno del candidato pre-scelto. Nonostante tutti questi “sponsor” e i due giorni a disposizione, la scarsa credibilità di questo percorso ha portato ad una scarsa partecipazione dei bolognesi alle primarie prenatalizie: solo 25.000 cittadini hanno votato. La metà di coloro che il 14 ottobre 2007 parteciparono alla scelta del segretario nazionale e regionale del nascente “partito nuovo”. Come se non bastasse il vincitore ha avuto solo il 49,9% dei consensi. Non a caso l'Istituto Cattaneo ha definito queste primarie un vero e proprio flop!
E così, mentre nel resto d'Italia infuriano le polemiche sulla questione morale (Firenze, Napoli, Pescara, Genova, Basilicata, Calabria, ecc.), nei bar di Bologna si parla con rassegnazione di una sicura rivincita del “civico” Giorgio Guazzaloca (ammesso e non concesso che sia lui il candidato del centrodestra). Insomma: l'incubo di una sconfitta annunciata ha reso amaro questo Natale alla sinistra bolognese. Il segretario provinciale del PD, Andrea De Maria, si consola constatando le divisioni e la debolezza della destra locale... Autoreferenzialità, supponenza e sordità del partitone: ingredienti perfetti per un remake del 1999.
In tutto ciò gli altri partiti del centrosinistra – dall'Italia dei Valori al PRC – sembrano più propensi a garantirsi un assessorato in caso di vittoria, anziché indicare una possibile via d'uscita agli elettori di centrosinistra. Al momento le uniche gocce di speranze per evitare il disastro ruotano attorno al “non ancora candidato” Gianfranco Pasquino. Il quale, pur non avendo potuto partecipare alle primarie del PD (nonostante le 1.400 firme raccolte in meno di 5 giorni), continua a manifestare la propria disponibilità a candidarsi. Lo scorso 17 dicembre si è costituita l'associazione “Cittadini per Bologna”, di cui Pasquino è presidente. Se ci saranno le condizioni politiche, l'anno nuovo potrebbe dunque vedere la genesi di una lista civica, autonoma dai partiti, che abbia come obiettivo massimo quello di prendere un voto in più di Flavio Delbono al primo turno nelle amministrative del 7 giugno.
Vedremo, nelle prossime settimane, se i cittadini bolognesi dimostreranno maggiore coraggio dei partiti che dovrebbero/vorrebbero rappresentarli, costruendo “dal basso” una credibile alternativa “di sinistra”. Per scongiurare una vittoria della destra ma anche per dare una lezione ai mandarini del centrosinistra. Ad maiora!
Ciao, Riccardo
www.riccardolenzi.info
O.T.
OT
E' iniziata la campagna di diffusione banner BLOG NO PONTE in vista della manifestazione nazionale a Villa San Giovanni il 19 dicembre
e della cerimonia per "la posa della prima pietra" del 23 dicembre.
Per saperne di più, ed eventualmente aderire, clicca qui
http://www.liberareggio.org/2009/12/01/speciale-noponte-passaparola-cont...
l'indifferenza uccide: non essere indifferente
messaggio importante: pochi giorni fa è successo un fatto molto grave: alle 3.30 di notte un malvivente è entrato nell’abitazione del testimone di giustizia Pino Masciari, a cui dovrebbe essere garantita protezione e sicurezza dallo Stato. Ma a quant......o pare chiunque può accedere indisturbato nell’appartamento in cui Pino vive insieme alla moglie e ai due piccoli figli. E’ questo il trattamento riservato a chi, denunciando mafiosi e politici corrotti, consegna la propria vita alle istituzioni? Per maggiori informazioni andate a questo link: http://www.pinomasciari.org/
Vi prego di scrivere, possibilimente tutti i giorni, commenti di solidarietà a Pino che, soprattutto adesso, ha bisogno di noi. Potete lasciare i vostri pensieri nel suo blog: www.pinomasciari.org
Facciamo rete!
FAGOCITATI DALLA TELEVISIONE ITALIOTA: B.G.E' UN IGNORANTE
FA